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Osservazioni meteo-climatiche dal passato ad oggi

Le osservzioni si dicono "dirette" quando sono composte da quelle "soggettive" che sono riportate dalle cronache e nei documenti storici e strumentali che risalgono fino alla metà del 600. Le osservazioni dirette si devono considerare di scarsa affidabilità perlomeno per come viene percepito soggettivamente il tempo meteorologico (i detti popolari e le critiche rivolte al fatto che pare non esistano più le mezze stagioni, sono aspetti tipici). Le seconde sono ovviamente più precise ed attendibili anche perchè rilevate da diversi punti terrestri e con strumenti sempre più standard.

Per quanto concerne le osservazioni catalogabili come "indirette", queste sono date da ricostruzioni di dati climatici, da lunghe serie storiche del passato locali riusciendo così a calcolare valori molto attendibili, per esempio, delle temperature di diversi anni addietro.

I dati di maggior interesse sono comunque quelli meteorologici che si rilevano oggi di routine su tutto il pianeta al fine di poter ottenere un monitoraggio costante dell'atmosfera. I meteorologi hanno oggi a disposizione diversi strumenti che vanno dalle stazioni meteorologiche al suolo, alle radiosonde che salgono di altitudine in atmosfera, ai satelliti in orbita a differenti quote arricchiti da diversi strumenti di rilevamento.

La necessità di avere dati provenienti da diverse e lontane aree del pianeta si può capire facilmente se si pensa che il tempo meteorologico su una determinata zona (per esempio L'Italia), è spesso dipendente dalle caratteristiche termodinamiche della massa d'aria presente sulla regione dalla quale è partita. Se mancano dati sulla massa d'aria sulla regione di partenza e dello stato del suolo sul quale tale massa d'aria viene trasportata, diventa molto difficoltoso fare una previsione del tempo anche a di breve termine (24/48 ore).

Dal punto di vista di un climatologo, la problematicità di una mancanza di dati su alcune regioni del globo è altrettanto certa. In caso di buchi vistosi nella rete osservativa infatti, si potrà parlare di cambiamenti climatici "con un minor grado di confidenza statistica", ovvero meno attendibili. Da circa 50 anni, a livello internazionale gli investimenti per armonizzare una rete osservativa globale sono di competenza soprattutto dell'Organizzazione meteorologica mondiale, Agenzia dell' ONU con sede a Ginevra.

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