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La storia dei rilevamenti meteorologici e climatici
Nel 1643 Evangelista Torricelli costruì il primo barometro a mercurio che, malgrado la sua probabile imprecisione, permise di constatare l'esistenza di una pressione atmosferica. A tale data, potremmo tranquillamente associare la nascita della meteorologia e della prima rilevazione barometrica della storia. Altri strumenti fondamentali dal punto di vista della rilevazione meteorologica, sono stati messi a punto intorno alla stessa data, ovvero il termometro, l'igrometro (misuratore di umidità), l'anemometro (misuratore di intensità e provenienza dei venti) e del pluviometro (rilevatore della quantità d'acqua caduta in un determinato lasso di tempo).
Ma per capire quando naque la meteorologia vista come il preciso rilevamento di dati, poi analizzati e messi a confronto, dobbiamo citare il granduca Ferdinado Secondo di Firenze che nel 1654 costituisce la prima rete di osservazioni meteorologiche (alla quota di 0 metri) reperendo un contributo di dati anche da regioni estere.
Per parlare di misurazioni meteorologiche e climatiche in quota, dobbiamo però aspettare la nascita della disciplina del volo, senza la quale, non si sarebbe potuta valutare in maniera precisa la differenza sensibile tra i dati rilevati a 0 metri rispetto a quelli rilevati in quota.
La meteorologia e il rilevamento dati, trova terreno fertile per quanto concerne il suo sviluppo e analisi, grazie all'affiancamento e all'utilità rilevati verso la agricoltura. Si può parlare a tutti gli effetti di agrometeorologia. Col passare degli anni la scienza meteorologica ha potuto contare sui grandi passi della tecnologia moderna andando a svilupparsi in essere e raggiungendo ottimi livelli di attendibilità, che malgrado le "ironiche" critiche umane, testimoniano risultati qualche decennio fa inimmaginabili.
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